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Lettere al direttore

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Beccaria, esempio per i giovani

Lunedi, 30 giugno 2008


“Gli uomini passano. Le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini…”. Giovanni Falcone. Quando si è giovani si vive per il presente e in genere non ci si interroga su ciò che resterà dopo. Dopo un anno, dopo due anni, dopo dieci o anche di più.


Così, quando Paolo Beccaria ci chiamò perché desiderava che fossimo i volti nuovi della sua squadra di consiglieri, pensavamo giorno per giorno alle cose da fare, ad azioni ordinarie e straordinarie, in un’attività, quella dell’impegno di amministrare un piccolo comune, che era per noi apprendimento, scoperta e persino, spesso, entusiasmo. Non ci rendevamo conto, allora, di quanto fosse stata coraggiosa e innovativa la sua scelta. Altri se ne accorsero, e non mancarono di evidenziarlo con lodi o critiche. Ora ce ne accorgiamo; ora che è comune, ovunque, invocare la presenza attiva dei giovani in politica. Il contributo di visi meno noti alle tradizionali liste di partito. Con l’impeto passionale che si metteva al servizio della comunità, capitava talvolta di provare un senso di dispetto e di rabbia, perché qualcosa sembrava non andare per il verso giusto. Il nostro era spesso il borbottio infruttuoso da inesperti, mentre lui, anche quando era arrabbiato, a guardarlo bene si mostrava già tutto concentrato, teso verso la ricerca della soluzione. Crediamo che ci abbia insegnato molto, sulla difficoltà di conciliare le opinioni, di gestire con coerenza, di organizzare con efficienza. Ci offrì, lo riconosciamo oggi più che mai, lezioni di vita che sempre si dovrebbero dare ai giovani. Per esempio, a volte ci ha anche lasciato sbagliare. Mostrandoci poi dov’era l’errore. Chi ha la responsabilità di ciò che fanno i collaboratori raramente si comporta così. Ci vuole coraggio e fiducia negli altri. Paolo Beccaria, anche quando sembrava burbero e autoritario, in fondo non dimenticava mai di ascoltare e lasciar esprimere chi aveva intorno a sé. La capacità di ragionare su ciò che gli altri esprimono: ecco un’altra dote che vorremmo far nostra e che il suo esempio ci ha indicato come importante. Accanto ai momenti in cui si è comportato da amico e a volte anche da padre, ci sono quelli in cui si è mostrato politico deciso o abile mediatore, a seconda delle necessità. Al giorno d’oggi in molti dicono che in politica servono figure che lasciano spazio ai giovani, che sappiano affrontare con coerenza il compito di amministrare, assumendosi il carico pesante del giudizio dei cittadini sulle loro decisioni, concentrandosi sulla pratica più che sulle parole della propaganda. Quando sentiamo questi discorsi, pensiamo e penseremo a Paolo Beccaria come ad un esempio da seguire.


“A tutti coloro che hanno salvato, aiutato, ingrandito la patria, è riservato in cielo un luogo determinato, dove essi immuni da ogni travaglio fisico e morale, godono di una eterna beatitudine”. Cicerone, Somnium Scipionis


Dott.ssa Federica Scarione

 

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