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Cultura - Sabato, 02 Agosto 2025 07:32

VOGHERA - Mely's in Bookland: Katie, un libro horror che una volta letto non si puo' piu' dimenticare

copertina katieVOGHERA  -  Torna la nostra Melissa Cometto con la sua rubrica letteraria Mely's in Bookland e questa volta ci parla di un libro che risale addirittura al 1982 ma che, per il successo avuto e la sua originalità, non è mai passato di moda. Un'opera che ancora oggi fa... paura.

 

scheda katie

Quando il male indossa il volto dell’innocenza

Con Katie, Michael McDowell – penna raffinata del gotico americano, noto anche per la sceneggiatura di Beetlejuice – ci conduce in un sud degli Stati Uniti afoso, opprimente, dove il male non si cela nell’ombra, ma nella quotidianità. Pubblicato per la prima volta nel 1982 e tornato recentemente alla ribalta grazie a nuove traduzioni e ristampe, Katie è un romanzo disturbante, avvolgente, sottile come un coltello affilato. Un libro che non si dimentica.

Trama

Katie, una ragazza apparentemente tranquilla e riservata, vive in una piccola cittadina del Sud. Fin dall’inizio si intuisce che qualcosa non va: c’è una tensione costante, come una corda tesa che potrebbe spezzarsi da un momento all’altro. Il passato di Katie è avvolto nel silenzio e nella rimozione, ma è proprio quel passato che, lentamente, torna a galla. E quando succede, la metamorfosi è inquietante.
Con estrema calma – e senza mai alzare la voce – Katie inizia un percorso di vendetta che ha il sapore del castigo divino. Non ci sono salti nel buio, né urla nella notte: è il gelo con cui la protagonista agisce a lasciare il lettore spiazzato, a tratti terrorizzato.

Stile e atmosfera

Lo stile di McDowell è asciutto, tagliente, privo di orpelli. La sua scrittura è chirurgica: ogni parola è scelta con cura, ogni scena è costruita per insinuare disagio. Niente è esplicito, ma tutto è percepito. Il male, qui, non ha bisogno di mostri o apparizioni soprannaturali: è umano, silenzioso, a tratti banale.
L’ambientazione gioca un ruolo fondamentale. Il Sud americano non è solo lo sfondo: è un personaggio esso stesso. Le case afose, i silenzi troppo lunghi, l’ipocrisia della buona società meridionale americana fanno da cassa di risonanza alla discesa nella follia (o nella lucidità più pura?) della protagonista. Non ci sono mostri, né fantasmi: il terrore nasce dalla banalità del male, e da una protagonista che non dimentica. Mai.

Perché leggerlo

Katie è un romanzo che si divora in pochi giorni – due, nel mio caso – ma che continua a risuonare nella mente anche molto tempo dopo l’ultima pagina. La sua forza sta nella sua ambiguità: Katie è vittima o carnefice? È una ragazza disturbata o semplicemente lucida? È il lettore, in fondo, a dover rispondere.

Consigliato a chi ama i romanzi psicologici, le atmosfere cupe, le vendette fredde e le storie che non cercano l’effetto facile, ma lasciano un’inquietudine sottile e persistente.

Voto: 4 stelle e una sedia sempre rivolta verso la porta.

Melissa COMETTO

 

 

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