VOGHERA - Dopo il grande successo dei saggi under 18 e di quelli del triennio di recitazione della scuola Oltreunpo’ Teatro, sul palco del teatro Valentino Garavani sono saliti anche gli allievi attori dei due corsi dedicati all’avviamento professionale della scuola.
Sul palco gli allievi adulti del corso di formazione professionale
Domenica scorsa il pubblico ha assistito a due spettacoli intensi, frutti finali di un percorso in cui il teatro si fa specchio della passione, dell’impegno e della crescita personale. Infatti, protagonisti della serata, sono stati gli allievi adulti dei corsi di formazione professionale, che nel corso dell’anno hanno affrontato un cammino formativo rigoroso e coinvolgente.
Questi corsi non si limitano all’apprendimento delle tecniche recitative, ma rappresentano vere e proprie esperienze di trasformazione, in cui il palcoscenico diventa uno spazio autentico di espressione, relazione e scoperta di sé con l’obiettivo di fornire una formazione professionale che consenta loro di inserirsi nel mondo del lavoro teatrale.
Ad aprire la serata ci sarà il Direttore Artistico Marco Oliva con Bruna Serina De Almeida, responsabile della scuola; ospiti della serata saranno il Sindaco Paola Garlaschelli, l’Assessore alla Famiglia Elena Lucchini e il Vice Presidente del Consiglio Comunale Gloria Chindamo.
Due spettacoli, due mondi da esplorare
Le serate hanno visto in scena due opere molto diverse tra loro, ma accomunate da un forte impatto emotivo e da una straordinaria forza espressiva.
“Bisogna morire”
Ispirato a “Il re muore” di Eugène Ionesco e portato in scena dagli allievi attori del Laboratorio Permanente dell’Attore.
Un’opera intensa e surreale, che affronta con lucidità e poesia il tema della fine, della consapevolezza e dell’accettazione. Un viaggio teatrale che scava nelle paure più profonde dell’animo umano, con la potenza visionaria del teatro dell’assurdo.
“Che due bollini… le casalinghe!”
Libero adattamento da “Le cognate” di Michel Tremblay, messo in scena dagli allievi attori del IV Anno di recitazione. Una commedia amara e pungente, che, con ironia e intelligenza, dà voce alle frustrazioni, ai sogni e alle contraddizioni di un gruppo di donne della classe popolare. Una riflessione tutta al femminile sul consumismo, la solitudine e il desiderio di riscatto.